Il peso del palloncino

Una bambina ricevette in premio un palloncino perché aveva preso un bel voto in matematica. Quel meritatissimo premio la fece sentire importante. Orgogliosi e felici i suoi genitori l’incoraggiarono a primeggiare promettendole un ulteriore palloncino in caso di successo. Allora la ragazza si impegnò, e guadagnò un bel voto in lingua straniera. Il padre e la madre tennero fede alla promessa e le donarono un secondo palloncino. La bimba serrò per bene la piccola mano per fare in modo che i due palloncini non volassero via. Vedeva in quei balocchi la felicità dei genitori e la propria. Con l’andare del tempo i palloncini si moltiplicarono tanto che un giorno iniziarono a farla volare.

Il fatto di poter volare quando gli altri ancora poggiavano al suolo la resero ancora più determinata tanto da farle moltiplicare gli sforzi. Passarono gli anni e, molti palloncini più avanti, s’accorse di essere ormai ben lontana dal suolo. Un giorno, nel corto circuito della pubertà, avvertì un pizzico di stanchezza e solitudine. Fu allora che osservò la propria mano e capì che, se avesse lasciato la presa, sarebbe precipitata a terra.  D’improvviso fu attanagliata da una paura paralizzante, serrò la mano più forte che poté e concentrò tutta se stessa in quella fatica.

All’improvviso i palloncini le apparvero sotto una luce nuova; Se fino ad allora le avevano donato leggerezza, ora sembravano restituirle tutto il suo peso moltiplicato per l’altezza vertiginosa alla quale volava. Serrò la mano più che poté per non precipitare al suolo ma oramai la vita si era fatta difficile, quasi insopportabile.

Un giorno, quando stremata stava per mollare la presa,  volò vicino a lei una cinciallegra che, vedendola affranta, le chiese di che cosa avesse paura.

“Se mollo, cado.” Rispose la ragazza “Non ce la faccio più.”

“Non devi mollare.” La cinciallegra bucò un palloncino.

“Che fai?” Chiese la ragazza terrorizzata.

“Ti insegno ad atterrare.” Rispose con calma l’uccello e su quella beccò un secondo e poi un terzo palloncino.

“Mi vuoi uccidere?” Piagnucolò la ragazza vedendo distrutte le sue conquiste tanto faticosamente guadagnate.

“Certo che no.” La cinciallegra beccò altri due palloni.

La ragazza cominciò a scendere dolcemente verso terra , sentendosi “stranamente più leggera” laddove avrebbe dovuto sentirsi appesantita per la perdita dei tanto amati trofei. Allora sorrise e lasciò andare altri due palloncini. Dolcemente planò a terra e la cinciallegra le si poggiò vicino.

“Finalmente a terra. Quanta paura lassù.” Esclamò la ragazza, dimentica di quanto fosse stata bene in cielo per molti anni. Tirò un sospiro di sollievo e fece per aprire la mano per liberare tutti i palloni .

“Ferma!” L’ammonì la cinciallegra. “Se li lasci non potrai più volare. Tienili, ora hai imparato come comportarti quando ti sentirai troppo stanca e sola. Il segreto del volo è proprio questo, saper decollare e atterrare.

Spiccò il volo, raggiunse uno stormo in cielo e scomparve all’orizzonte.

M.G.

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