Narratè

NARRATE’ – La lettura ha scoperto l’acqua calda

Che cos’è Narratè?

Narratè è un’idea brillante, è una piacevole esperienza, è un regalo, è un souvenir. Scoprilo cliccando sul link sottostante.

http://www.narrateworld.com/

Michele Gnesotto è vincitore del primo concorso letterario intitolato alla città di Venezia.

VENEZIA - MICHELE GNESOTTO

D: ciao Michele, parlaci un po’ di te: da dove vieni, quanti anni hai, che passioni hai, cosa fai per guadagnarti da vivere…

R: Ciao, mi chiamo Michele Gnesotto, ho quarantasei anni e sono nato a Bassano del Grappa, una splendida cittadina ai piedi delle Prealpi Venete, quella del ponte degli alpini, per capirci. Possiedo una laurea in scienze politiche, conseguita presso l’università di Padova.  Vivo a Tezze sul Brenta, e mi impiego come analista informatico a Bassano del Grappa, presso una società che si occupa di servizi informatici assicurativi. Padre separato, ho una figlia meravigliosa che amo oltre il limite della ragionevolezza. Adoro compiere lunghe pedalate in Mountain Bike, in solitaria, a contatto con la natura. Al di là di questo, mi appassionano la lettura, la scrittura, e il buon vino.

D: perché hai deciso di partecipare a questo contest? Cosa ti ha mosso davvero?

R:  Fin da bambino ho sempre avuto una vena romantica che mi ha condotto a fantasticare in continuazione: in pratica, la mia mente crea storie fantastiche quando corro, pedalo, passeggio, guido. Per molti anni l’ho assecondata leggendo. Recentemente ho provato a percorrere una via nuova: scrivere.

Muovendo i primi passi in questa direzione mi sono imbattuto nel contest Narraté. La mia missione di scrittore è quella di trasmettere emozioni, raccontare. Da questo punto di  vista il contest spicca sugli altri perché è geniale: Narratè raggiunge il lettore in un momento di stasi  trasformandolo in un’esperienza di vita che potrà germogliare, degustando un’ottima tazza di tè,  in un viaggio, una successiva lettura, un approfondimento.

L’iniziativa mi è piaciuta, l’idea mi è parsa innovativa e ho trovato accattivante la grafica del sito… tutte questi fattori mi hanno incuriosito (e devo ammettere che hanno catturato l’attenzione di molti miei follower sui social network) . Quando ho realizzato che Venezia era una delle città per le quali si poteva concorrere, ho preso la decisione e mi sono buttato.

D: conoscevi davvero bene la città per cui hai partecipato, ci sei nato/vissuto o…?

R: Conosco Venezia perché ci ho vissuto due anni come studente allo IUAV, la facoltà di architettura. Ho amici che vivono in città. Ho partecipato, come spettatore , alla regata storica, alla festa del redentore e alla biennale. Le occasioni per frequentare il capoluogo veneto e la laguna  non mancano. A Venezia si muovono i personaggi dei miei romanzi ‘Neo, caccia agcropped-intervista.jpgli angeli’ (in via di pubblicazione, finalista a un concorso nazionale) e Padding Barena ( romanzo contemporaneo in stesura).

D: come ti è venuta l’idea del tuo racconto? In quanto tempo sei riuscito a scriverlo? È stato difficile/semplice? Perché?

R: L’idea del racconto arriva da molto lontano, dal mio vissuto in città. Scriverlo non è stato facile perché distillare la storia di una città millenaria in 5500 battute comporta scelte sofferte e tagli dolorosi. E’ po’ come fare un trasloco, avendo a disposizione un unico carico su un’automobile familiare. La stesura ha richiesto due settimane di lavoro, possono sembrare molte ma se ripensate all’esempio del trasloco vi accorgerete che non è così: è stato necessario scegliere cosa prendere e cosa lasciare, studiare il sistema di collocare al meglio ciò che ho deciso di tenere, limando i termini, la punteggiatura, senza smarrire una sola goccia di essenza.

D: Ti ha fatto più piacere vincere o partecipare?

R: Vincere è vincere: è una gioia impagabile che infonde coraggio, autostima e sicurezza.

Tuttavia, la sfida lanciata dal contest è stata avvincente ed esaltante, tanto che ha ispirato la stesura del mio romanzo ‘Padding barena’. Questa è la forza demiurgica che io percepisco in questa iniziativa.

D: Perché pensi che il tuo racconto rappresenti l’essenza di Venezia ?

R: Venezia occupa un posto speciale nella mia vita ma non sono veneziano. Il mio è il punto di vista di uno scrittore che, al tempo stesso, la vive e non la vive, la conosce da dentro e da fuori. Non voglio svelare di più, lascio ai lettori il piacere di immergersi nel racconto.

D: E ora, cosa ti auguri/speri che succeda?

R: Mi auguro che questa iniziativa trovi il riscontro del pubblico. Nei commenti degli amici ho ravvisato i prodromi dell’interesse (molti mi chiedono dove acquistare!). Spero che questa joint venture funga da volano per Narrafood, per me e per le città interessate. Per i consumatori spero che l’idea di una tazza di tè possa trasformarsi in un meraviglioso viaggio.

D: Che effetto ti ha fatto conoscere Narratè? Perché?

R: L’aurea propositiva di Narratè  mi affascina. Ritengo che l’anima di questa idea aderisca in pieno alla mia massima: la curiosità è madre della cultura e figlia dell’intelligenza. Narratè è un concetto intelligente che accende la curiosità e approfondisce la cultura. E’ il tempo d’infusione che si rivolge anche alla mente. Non mi stupisce che l’iniziativa sia stata insignita di molti riconoscimenti.

Colgo l’occasione per ringraziare tutto il team di Narrafood  la giuria e in particolare Adriano Giannini per la sua pazienza e cortesia.