Le Vite

Le Vite oltre il BARNUM

Un racconto breve può racchiudere un’intera esistenza, o per meglio dire, esporre di una vita alcuni fatti degni di nota. Nulla a che fare con una biografia così come la conosciamo. Impacchettare una vita in un racconto breve senza tediare il lettore significa, ad esempio, raccontare il lato privato di un personaggio eminente oppure viceversa citare episodi degni di nota (medaglioni) in vite anonime. Edgar Lee Master ci riesce anche in un pugno di righe. Di seguito indicherò alcune letture per muovere i primi passi (consiglio la lettura nell’ordine di presentazione).

Edgar Lee Master – Antologia di Spoon River

Cesare Pavese

Fu Cesare Pavese a scoprire, in Italia, questa raccolta di racconti brevi. Non commenterò in questa pagina l’Antologia rimandando il lettore alla sezione Epitaffi.

In sintesi estrema l’autore racconta la vita di un villaggio componendo gli epitaffi dei suoi defunti sepolti su una collina.

Giuseppe Pontiggia – Vite di uomini non illustri

Giuseppe Pontiggia con somma maestria estrae dal cilindro un mazzo di vite anonime e, con poche ma sicure pennellate, le rende degne di essere lette. Magistrale la sua conoscenza dell’animo umano, la sua capacità di descrivere con semplicità la complessità dei sentimenti spesso rilevati negli effetti piuttosto che nelle cause scatenanti. L’autore, in questo maestro del racconto breve, scommette sull’empatia del lettore, sulla sua capacità di intuire le motivazioni che spingono i suoi personaggi ad agire. La vita, nei racconti di Pontiggia, non è necessariamente grama, i soggetti non subiscono il giudizio del lettore.  Spoon River non è poi così lontano se l’occhio del lettore non si fa puritano.

John Aubrey  – Vite brevi di Uomini eminenti

John Aubrey , tra il serio e il faceto, racconta la vita di 111 personaggi eminenti del ‘600.  Su William Shakespeare riporta una voce di seconda mano secondo la quale “… suo padre era un macellaio, e mi hanno raccontato tempo fa alcuni suoi vicini di casa che egli abbia fatto il mestiere del padre, ma che ogni volta che uccideva un vitello lo faceva in stile grandioso e pronuncia un discorso.”  Pare anche che Tommaso Moro, per salvarsi la vita da un pazzo, abbia gettato l’amato cagnolino dal tetto, che William Butler, medico del principe di Galles, fece uccidere una vacca per inserirci nel ventre ancora caldo un paziente stordito dall’oppio.

Ama le persone, usa le cose. Non viceversa.

movimento Minimalisti americano